Epoca medievale

Quando l’impero romano d’Occidente cadde le terme ebbero un declino dal quale soltanto molti secoli più tardi riusci a risollevarsi. Il re degli Ostrogoti Teodorico resosi conto dell’importanza dell’intera zona termale per tentare di ridarle lustro invio una lettera all’ architetto padovano Aloisius perchè ristrutturasse i palazzi ma non ebbe mai risposta.

Nel XII secolo Abano era controllata dalla famiglia Manfredi e alla morte del Conte di Abano la giovane figlia Cecilia ereditò un ricco patrimonio. La giovane era sotto la tutela di Spinabello da Sandrigo il quale voleva accasarla ad una famiglia importante per garantire a Cecilia e al territorio di Abano Terme un futuro florido. 

Cecilia venne promessa in sposa a Gherardo figlio di Tisolino della nobile famiglia dei Camposampiero. Questo matrimonio scatenò l’ira di Ezzelino ,suocero di Tisolino, II che vedeva in questa unione la possibilità di arricchirsi e impose che sposasse suo figlio Ezzelino II il Monaco. L’affronto per la famiglia di Tisolino fu enorme e Gherardo per vendicarsi rapì e violentò Cecilia. Ezzelino II interpretò questa vicenda come dichiarazione di guerra e , dopo aver ripudiato Cecilia, con l’appoggio del padre dichiarò guerra alla famiglia dei Camposampiero dando inizio ad una guerra che durò per molti anni.

La zona termale, precisamente ad Abano Terme, nel 1257 diede i natali Pietro d’Abano che fu un celebre medico , filosofo, astrologo ed alchimista padovano ma specialmente contribuì alla diffusione della filosofia aristotelica padovana. La filosofia aristotelica portata avanti da Pietro d’Abano prevedeva la scienza moderna elaborando una logica e epistemologia naturalistica che considera solo dati naturali controllabili e confutabili come fonte di conoscenza.

Nel 1318 successivamente all’affermazione dei comuni e all’avvento delle signorie Abano e Montegrotto entrano nei domini dei Da Carrara potenti signori di Padova. Nel corso del XIII secolo durante gli scontri tra Stato e Chiesa il territorio termale è più volte distrutto e saccheggiato sia dagli Ezzelini che dagli Scaligeri. Abano e Montegrotto seguirono il destino di Padova e nel 1405 passarono sotti il controllo della Repubblica di Venezia.